martedì 10 marzo 2009

PREZZI E MONOPOLIO DELL'ENERGIA

La benzina torna a costare circa 1,20 Euro per litro, quando il costo del petrolio greggio è di circa 45 dollari il barile. Però quando il petrolio costava il triplo la benzina costava alla pompa circa 1,50 Euro il litro. Tutto questo vale anche per le altre tariffe energetiche (il gas insegni).
Senza entrare nei dettagli tecnici, l'andamento dei prezzi dimostra che non sono affatto dipendenti se non in ben scarsa misura dal prezzo del greggio all'origine. Chi li determina sono in realtà i veri monopolisti del mercato, cioè i proprietari delle raffinerie, che sono i veri "petrolieri".
Per la benzina, come per il gasolio, come per l'energia elettrica, come per il gas, come per il nucleare, vale il principio che la centralizzazione dei poteri e dei controlli, ormai in pochissime mani, determina il potere di condizionare rifornimenti e prezzi. E' del tutto inutile ed anzi fuorviante in questa situazione chiedere una maggiore liberalizzazione. I prezzi non dipendono dai costi e neppure dall'acquisizione di normali profitti, ma dalle decisioni dei cartelli monopolistici. Non può esservi liberalizzazione dove manca il libero mercato, direbbe il poeta "per la contraddizion che nol consente". Il governo poi non controlla, anzi partecipa con l'aumento delle tasse.
Il vero motivo per cui si cerca in ogni modo di impedire lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e dell'idrogeno (tra loro necessariamente collegati) sta quindi proprio nel sistema di proprietà e di controllo, che condiziona da molto tempo il mondo bloccando sempre più il progresso reale, inquinando l'ambiente con pericoli gravissimi ed impedendo la formazione di un sistema decentrato e democratico dell'energia che consentirebbe a tutti di vivere meglio e con costi sensibilmente minori. Non a caso, proprio mentre negli USA dopo gli enormi danni del passato (a seguito dei quali si è determinata una reazione anche da parte di un consistente settore della borghesia) si sta delineando una strada nuova basata sulle energie rinnovabili, da noi per favorire i poteri monopolistici si fanno accordi sulla testa della gente sullo sviluppo di un nucleare ormai vecchio e pericoloso, oltrechè costosissimo. Basti pensare che l'Enel per gli accordi sul nucleare, presi contro la volontà del popolo che si era espresso nel referendum, ha utilizzato fondi ingenti che avrebbero potuto e dovuto servire per lo sviluppo delle rinnovabili, e tutto questo senza uno straccio di informazione e di discussione pubblica.
Nel frattempo negli USA Obama sta imboccando la via opposta. Ecco allora che anche la tanto sbandierata amicizia con l'America non conta più nulla e noi sprechiamo allegramente immense risorse e ci isoliamo sempre più. Poi quando i nodi arriveranno al pettine tutti piangeranno e naturalmente ben si guarderanno dallo spiegarne la ragione.
Evidentemente a tutti i signori dell'energia poco o niente importa dei danni ecologici e della crisi.
Il guaio è che con il monopolio dell'informazione e la distorsione o l'eliminazione pura e semplice delle notizie realmente importanti il paese sta coscientemente (per chi comanda) o incoscientemente (per chi subisce senza capire) percorrendo una strada senza uscita.
Bisogna - non si ripeterà mai abbastanza - farla finita con le questioni inutili e le lotte di potere, pensare solo agli interessi del paese, ritornare a ragionare e unire tutte le forze realmente progressiste per una svolta che appare sempre più indispensabile ed urgente mettendo al primo posto lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'idrogeno.
10 marzo 2009

Nessun commento: