PRESENTAZIONE
Stiamo vivendo in un'epoca di transizione che presenta motivi di scoraggiamento e di interesse.
La confusione di idee è certamente grande e i rischi conseguenti alla crisi del sistema sono motivo di preoccupazione. Tuttavia credo che questo sia il momento in cui può divenire comprensibile ad una parte almeno dell'opinione pubblica l'idea di una trasformazione necessaria della società. Significativo in tal senso è l'esito delle elezioni USA con i primi atti che ne sono conseguiti. Diventa sempre più evidente la necessità di una riflessione seria sui limiti del capitalismo e dello sviluppo che ha determinato e sulla conseguente necessità di cambiamenti.
Credo che in questo momento, dopo un lungo periodo di quasi obbligato silenzio per la presenza di un senso comune condizionato dall'egemonia delle idee di restaurazione, si apra una fase nuova in cui è necessario svolgere opera di riflessione e di chiarimento aperto. Ed anche se ciò rischia di farrmi catalogare tra i "filosofi sepolcrali" poco importa. I fatti stanno a dimostrare che tutti quelli che si sono definiti nuovi, creativi e riformisti non fanno altro che riproporre i più vecchi ed abusati schemi del capitalliberismo alla Adam Smith, senza neppure avere la forza di rinnovamento che il sistema ha avuto nella sua fase ascendente. Discutiamo quindi seriamente e serenamente senza dogmi e preconcetti, andando se necessario contro corrente, sulla crisi che stiamo vivendo e le prospettive future
Stiamo vivendo in un'epoca di transizione che presenta motivi di scoraggiamento e di interesse.
La confusione di idee è certamente grande e i rischi conseguenti alla crisi del sistema sono motivo di preoccupazione. Tuttavia credo che questo sia il momento in cui può divenire comprensibile ad una parte almeno dell'opinione pubblica l'idea di una trasformazione necessaria della società. Significativo in tal senso è l'esito delle elezioni USA con i primi atti che ne sono conseguiti. Diventa sempre più evidente la necessità di una riflessione seria sui limiti del capitalismo e dello sviluppo che ha determinato e sulla conseguente necessità di cambiamenti.
Credo che in questo momento, dopo un lungo periodo di quasi obbligato silenzio per la presenza di un senso comune condizionato dall'egemonia delle idee di restaurazione, si apra una fase nuova in cui è necessario svolgere opera di riflessione e di chiarimento aperto. Ed anche se ciò rischia di farrmi catalogare tra i "filosofi sepolcrali" poco importa. I fatti stanno a dimostrare che tutti quelli che si sono definiti nuovi, creativi e riformisti non fanno altro che riproporre i più vecchi ed abusati schemi del capitalliberismo alla Adam Smith, senza neppure avere la forza di rinnovamento che il sistema ha avuto nella sua fase ascendente. Discutiamo quindi seriamente e serenamente senza dogmi e preconcetti, andando se necessario contro corrente, sulla crisi che stiamo vivendo e le prospettive future
