
Era una notizia che faceva male ai potenti di tutto il mondo, che avevano creduto in Cina come in altri paesi di poter manovrare i popoli con classi dirigenti corrotte usando il potere del denaro, delle armi e della subordinazione economica.
A Pechino, nell'immensa piazza Tien Anmen, sfilava un esercito di oltre un milione di uomini quale il mondo e la storia non avevano mai visto: un esercito di contadini "straccioni" in armi senza enfasi, senza spirito militaresco, senza orpelli e medaglie e sulla tribuna un uomo, anch'egli semplicemente vestito come loro, attorniato da donne e uomini come lui, gridava:"Ed ora i reazionari di tutto il mondo stiano in guardia. Il popolo cinese si è levato in piedi e non sarà mai più oggetto di disprezzo. Questo non è che il primo passo di una nuova lunga marcia".
Solo poco più di dieci anni prima un piccolo esercito di diecimila superstiti di una lunga marcia tra mille battaglie attraverso gran parte della Cina, continuamente attaccato da forze militari enormemente superiori del governo del Kuomintang, era giunto in un luogo quasi sperduto del nordovest cinese, Yanan. Qui Mao e i suoi avevano costruito una base politica e culturale per combattere contro il Giappone, che aveva invaso la Cina.
Si è molto discusso sulla lunga marcia, che era stata in realtà una ritirata resa necessaria da gravi errori di linea politica e militare della dirigenza del partito comunista e dell'armata rossa, collegati proprio alla marginalizzazione di Mao, il quale aveva fondato i soviet del sud ma era stato attaccato ed esautorato dai burocrati del partito e dell'internazionale con l'accusa di deviazionismo prima di sinistra e poi di destra. Poichè col cambiamento di direzione politica avvenuto di fronte al pericolo di sconfitta totale si erano poste le premesse della vittoria, si è cercato, e si cerca, di sminuire in tutti i modi la lunga marcia. Ma, a parte le falsificazioni storiche oggi di moda, non è questo il punto.
Il punto è: come ha potuto un piccolo esercito malato e malnutrito, reduce da un'impresa titanica ai limiti delle possibilità umane, per di più dovendo combattere contro l'esercito giapponese, trasformarsi in pochi anni in un movimento politico e militare così ampio da coinvolgere il popolo e conquistare la Cina?
Si può pensare che avesse avuto aiuti dall'esterno, ma anche questo non è vero. Dopo la morte di Roosevelt il governo americano, che fino ad allora aveva mantenuto una certa neutralità, si era schierato decisamente dalla parte del Kuomintang, che aveva rifornito abbondantemente di armi e di aiuti.
E l'URSS? Stalin, che attraverso l'Internazionale aveva imposto al partito cinese una direzione disastrosa e politicamente erronea causa dei rovesci subiti, sconfitti i Giapponesi in Manciuria da parte dell'Armata Rossa, aveva consegnato le armi acquisite al governo di Chiang Kai-shek, mettendo i comunisti cinesi in condizioni di ancor maggiore difficoltà.
Ed allora?
In genere questa domanda non viene nemmeno posta dai "grandi" commentatori e storici occidentali, proprio perchè non sanno o non vogliono dare l'unica risposta possibile, con cui le falsificazioni svaniscono come neve al sole.
Per capire meglio, facciamo un esempio. Vi sono nella storia vera 'grandi' uomini, che hanno dato importanti contributi, ma di cui non si vuole parlare, o si parla in modo deformato, perchè hanno operato contro il potere. Uno di questi, ad esempio, di cui ci si dovrà ricordare in Italia, è Guido Picelli, capo degli Arditi del popolo di Parma e morto in Spagna con le Brigate Internazionali. Un altro è il medico canadese Norman Bethune, un predecessore, se posso dirlo, di Gino Strada, anche se in tempi e con sensibilità diverse.
Anche il dottor Bethune era stato in Spagna con i repubblicani dando senza risparmio il suo apporto di medico sul campo. Conclusa la guerra di Spagna, si era guardato intorno perchè non voleva arrendersi. Aveva studiato e compreso la situazione cinese ed era partito per Yanan dove, dopo uno dei suoi colloqui notturni in cui, usando una dialettica di tipo socratico, riusciva a comprendere molto bene chi aveva di fronte, Mao lo aveva messo a capo, senza alcuna esitazione, del servizio medico dell'Armata rossa. Pochi mesi dopo Bethune moriva per un'infezione contratta durante un intervento operatorio sul campo. Celebrando Bethune in un discorso memorabile, Mao esaltava e faceva condividere a tutto il popolo i valori dell'internazionalismo, contrapposti all'egoismo ed allo sfruttamento portati dall'imperialismo. Anche per fatti come questo, sempre più donne e uomini che volevano cambiare la Cina e farla finita con l'imperialismo ed il feudalesimo arrivavano spontaneamente a Yanan e il movimento continuava ad ingrossarsi. Sempre più contadini decidevano di farla finita collo sfruttamento a cui erano sottoposti da secoli e si ribellavano unendosi all'esercito "di straccioni" di Mao. Norman Bethune, e tanti come lui, avevano dato la loro vita, ma il loro scopo era raggiunto, perchè il popolo cominciava a capire, e quello che contava era che il popolo capisse.
Chiudendo il settimo congresso del partito l'11 giugno 1945, Mao pronunciò un discorso dicendo fra l'altro:
"Un’antica favola cinese, intitolata Come Yu Kung rimosse le montagne, racconta di un vecchio che viveva tanto, tanto tempo fa nella Cina settentrionale ed era conosciuto come il “vecchio matto delle montagne del nord”. La sua casa guardava a sud, ma davanti alla porta due grandi montagne, Taihang e Wangwu, sbarravano la strada. Yu Kung decise di spianare, con l’aiuto dei figli, le due montagne a colpi di zappa. Un altro vecchio, conosciuto come il “vecchio saggio”, quando li vide all’opera scoppiò in una risata e disse: “Che sciocchezza state facendo! Non potrete mai, da soli, spianare due montagne così grandi”. Yu Kung rispose: “Io morirò, ma resteranno i miei figli; moriranno i miei figli, ma resteranno i nipoti e così le generazioni si susseguiranno all’infinito. Le montagne sono alte, ma non possono diventare ancora più alte; a ogni colpo di zappa, esse diverranno più basse. Perché non potremmo spianarle?” Dopo aver così ribattuto l’opinione sbagliata del vecchio saggio, Yu Kung continuò il suo lavoro un giorno dopo l’altro, irremovibile nella sua convinzione. Ciò impietosì il Cielo, il quale inviò sulla terra due esseri immortali che spianarono le montagne. Oggi due grandi montagne opprimono con tutto il loro peso il popolo cinese: una è l’imperialismo, l’altra il feudalesimo. Il Partito comunista cinese ha deciso già da lungo tempo di spianare queste due montagne. Dobbiamo essere perseveranti e lavorare senza tregua e noi pure commuoveremo il Cielo. Questo Cielo non è altro che il popolo di tutta la Cina. Se esso si solleverà per spianare con noi le montagne, perché non potremmo riuscirci?"
Il Dio del Cielo si impietosì. Ed accadde allora un fatto senza precedenti: gli USA, che mandavano armi a Chiang Kai-shek per aiutarlo, in realtà aiutavano l'esercito degli "straccioni", perchè i soldati del Kuomintang disertavano e portavano con sè le armi. Il regime reazionario si scioglieva perchè era stato sconfitto, prima ancora che sul piano militare, sul piano politico. Il capo di questa incredibile rivoluzione non portava armi e non aveva gradi, basando la sua autorità sul suo prestigio politico.
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