sabato 28 febbraio 2009

TREMONTI DOCET ?

Il dibattito sviluppatosi nell'ultima puntata di Annozero ha avuto toni a tratti surreali.
Sembrava che nell'opinione generale alcuni punti fossero fermi e presupposti come immodificabili:
a)la crisi mondiale è come una calamità naturale provocata da un eccesso di globalizzazione o da una speculazione finanziaria esasperata, comunque da accettare quale dato immodificabile
b)dalla crisi si può uscire solo erogando risorse finanziarie alle imprese direttamente o tramite le banche in modo da salvare i posti di lavoro che sono a rischio generalizzato.
Il punto è che proprio la mancata comprensione del fatto che questi punti considerati fermi sono effetto di una visione errata, determinata dall'egemonia della cultura economica e politica della borghesia nella sua parte più conservatrice impedisce di comprendere le cause della crisi (che infatti nessuno degli apologeti del sistema è in grado di individuare) e di ricercare strade per una possibile almeno parziale soluzione (la quale comporta, come perfino parte della classe dirigente americana sembra avere cominciato a capire, profonde modifiche dei meccanismi strutturali del sistema)
A un certo punto della trasmissione Tremonti ha avuto un momento di lucidità e ha detto che la crisi potrà avere anche effetti positivi perchè determinerà la necessità di sostanziali trasformazioni del processo produttivo come è accaduto per rivoluzioni industriali conseguenti a crisi passate. Ad esempio, ha detto testualmente, usciremo dalla crisi coi motori a idrogeno. Questa tematica, anche se solo accennata, è rimasta invece assente dalle altre posizioni, anche dei sindacalisti, che si sono limitati alla critica sui criteri di utilizzazione delle risorse finanziarie.
Se dovessimo usare espressioni gramsciane, dovremmo dire che Tremonti ha almeno in parte compreso la necessità di una rivoluzione (ovviamente passiva perchè indotta dall'interno del sistema stesso) mentre la classe antagonista (i lavoratori) è rimasta ferma ad una visione economico-corporativa, vale a dire antecedente la comprensione della necessità di una trasformazione della società col superamento dell'attuale modo di produzione, Ma certo se Gramsci fosse stato insegnato e compreso dal movimento dei lavoratori non saremmo mai arrivati alla triste situazione in cui si trova in questo momento il nostro paese.
Non è mai tardi per imparare qualcosa. Una cosa da imparare è che l'introduzione di un sistema energetico basato sull'idrogeno non è una semplice innovazione tecnico-scientifica, ma comporta necessariamente una forma di decentramento energetico che contraddice radicalmente il modello sino ad oggi seguito ( e che Berlusconi come prima di lui Bush si ostina a seguire ancora con la costruzione progettata di centrali nucleari, con scelta assurda sia per i costi economici che ecologici ) e determina la necessità di altri radicali mutamenti ad esempio nei rapporti economici mondiali oltrechè nel sistema di vita.
Ed allora, Tremonti docet ? O anche i progressisti hanno qualcosa da dire ?
28 febbraio 2009

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